di che profumo sei?

Da sinistra. Eternity (summer) for men di Calvin Klein in versione eau de toilette e eau de parfum. Acqua di Portofino (uomo). Armani Code di Giorgio Armani Parfums.

Non si tiene mai sufficientemente conto dell’odore della propria pelle quando si sceglie un profumo. L’odore di ognuno è un fatto squisitamente chimico che dipende dal dna, dall’alimentazione, dall’età, dallo stato di salute, dall’emotività. Le note di fondo, quelle che in un profumo durano più a lungo, sono quelle che si mescolano più profondamente con la chimica corporea costituendo, in pratica, una base sotto la base. Al tempo stesso le chimiche corporee individuali reagiscono in maniera diversa ai medesimi elementi di un profumo. Mentre alcune fanno risaltare gli aromi floreali, altre enfatizzano le spezie e altre ancora i sentori animali.

Tre divertenti creazioni Playboy. Da sinistra. Play it sexy, Playboy New York per lui, Play it lovely.

SCOPRI IL TUO pH

A determinare l’affinità o meno della pelle con un profumo gioca anche il pH (da potentia hydrogenii, indica la concentrazione degli ioni di idrogeno sulla pelle), che normalmente è lievemente acido e varia da circa 4,5 a 5,5 (il valore medio è 7). L’acidità della pelle, che anche se di poco varia da persona a persona e diminuisce con l’età, oltre a preservare la consistenza della cheratina e la normale attività di alcuni enzimi necessari alla pelle, fornisce una buona protezione contro gli agenti esterni microbici che potrebbero causare patologie o infezioni (da batteri o da funghi). Perciò vanno evitati saponi o creme che per la loro composizione chimica potrebbero modificare tale acidità influendo, come vedremo, anche sulla resa dei profumi.
Più la pelle è caratterizzata da una componente acida, meglio lega con le fragranze esperidate (agrumi in genere e foglie fresche e pungenti come la limetta, la lavanda o la menta). Queste note, che per la loro alta volatilità vengono usate nella testa o punta di un profumo, se sorrette da un pH acido riescono a conservare più a lungo la loro fragranza. Sulle pelli “dolci”, a basso pH, invece, traggono vantaggio i bouquet fioriti e leggermente speziati (cannella, garofano, rosa, iris, pepe nero), in genere presenti nel cuore di un profumo, che scaldandosi a contatto con questo tipo di pelle diffondono tutta la loro soave fragranza. Infine gli aromi più tenaci, generalmente impiegati nella base di un profumo (balsami, cacao, fieno, incenso, sandalo, vaniglia, patchouli), sono quelli più indicati a dare carattere alle pelli “dure”, alcaline, sulle quali note più effimere potrebbero svanire fino a scomparire del tutto.
Tutto questo vale soprattutto quando il profumo contiene materie prime naturali dato che quelle sintetiche sono più statiche e quindi meno soggette a variazioni quando vengono a contatto con la pelle.

Info su Rosanna Prezioso

Rosanna Prezioso, giornalista professionista esperta in bellezza, moda e benessere, già beauty chief editor a Cento Cose e a Vogue Italia, ha collaborato con Amica, Gioia, Anna, Bella, Pratica, Io Donna, Marie Claire, Cosmopolitan e Panorama First. Tra i suoi interessi la cucina, l’arte, il disegno e la poesia. Libri pubblicati: “Cose di casa”, “Non solo amore”. Tessera dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti N. 052397.
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