in risposta: …remember “mondeghili”?

Caro Giaci, ho apprezzato molto il tuo commento e sono d’accordo quasi su tutto a parte piccoli dettagli che vado a elencarti. Mi piace molto l’aroma dell’alloro per profumare le castagne lessate o la brovada, meno l’abitudine tutta milanese (o lombarda?) di aggiungerlo nel brodo perchè trovo che insieme alla carne, al sedano, ecc. contribuisca a diffondere un aroma decisamente disgustoso! Meglio il classico mix sedano-cipolla-carota con in più, eventualmente, una bella patata sbucciata o un pomodoro maturo per quelli che se non vedono rosso non sono contenti.
Nemmeno io vado pazza per il bollito anche se trovo che migliori molto accompagnandolo con la classica salsa verde. Come sai nella “vecchia Milano in cucina” spesso il bollito lo si fa solo per poi trasformarlo nei mitici “mondeghili”, polpette molto più morbide e delicate di quelle realizzate con la carne cruda macinata. Fino a venti-trent’anni fa, dunque molto prima della nascita dell’happy hour, facevano bella mostra di sé accanto alle uova sode sul banco di ogni bar o tavola calda. Stuzzichini…
Infine, pescando nelle mie origini, non ti ho detto del “brodo brustulà” che quando lo faccio piace a tutti e che consiste in semplice farina bianca abbrustolita e quasi bruciacchiata in poco burro e fatta poi finir di cuocere con l’aggiunta di qualche mestolo di buon brodo di carne bollente!
Da bambina, quando abitavo a Ronchi con la nonna, il piatto della domenica era il bollito di gallina, una di quelle allevate nel nostro cortile, e come primo piatto non mancava mai il riso in brodo con dentro i fegatini della suddetta gallina tagliati a pezzettini e fatti saltare un “attimino” (scusa per la brutta parola) nel burro.

Info su Rosanna Prezioso

Rosanna Prezioso, giornalista professionista esperta in bellezza, moda e benessere, già beauty chief editor a Cento Cose e a Vogue Italia, ha collaborato con Amica, Gioia, Anna, Bella, Pratica, Io Donna, Marie Claire, Cosmopolitan e Panorama First. Tra i suoi interessi la cucina, l’arte, il disegno e la poesia. Libri pubblicati: “Cose di casa”, “Non solo amore”. Tessera dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti N. 052397.
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2 risposte a in risposta: …remember “mondeghili”?

  1. giacinto scrive:

    Per quanto riguarda l’utilizzo di alloro e timo è sempre meglio non abusare, giusto in caso di un brodo di carne si può mettere magari una foglia in più. Certo, anche solo qualche rametto di timo è sufficiente.
    Farina bianca e burro (il famoso “roux”) è il jolly che ti salva sempre. Una cremina per far rivivere delle scialbette cosce di pollo? Un mestolo di brodo e via con il “pollo vellutato”. Spaghetti ai frutti di mare un po’ troppo asciutti? Farina (o maizena), un cucchiaio d’olio (il burro col pesce non mi fa impazzire) e 2 cucchiai di fumetto e vedrai che effetto. Importante se utilizzi l’olio al posto del burro l’effetto cremoso a parità di quantità di materia grassa sarà inferiore, quindi ti dovrai regolare.
    Scusa ma a me solo l’idea di un piatto di riso in brodo mi fa “impressione”; sarà che ho avuto un trauma da ragazzino quando in un viaggio su un espresso Milano-Catanzaro ad un certo punto una signora mi tirò fuori un Tappleware con del riso in brodo e, poverina ma gentile, me ne offrì una tazza. Da allora rivivo come in un loop quella scena ogni volta che vedo riso (o pastina) in brodo.

    • Accidenti, povero riso in brodo! Ma che ti ha fatto di male? Certo questo ti dimostra quanto le prime esperienze alimentari (e non solo le prime) influiscano poi sul nostro vissuto! Penso che ciascuno di noi ne abbia una serie da raccontare… Per anni io non ho mangiato la marmellata, che adoro (fare, conservare e mangiare!) perché da piccola (allora, ricordo, abitavamo a Genova) la mamma mi faceva mangiare una pappina di pane, acqua e marmellata di mele…un’autentica schifezza!

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