si fa presto a dire bagno

Il bagno dopo la ristrutturazione e, sotto, alcuni dettagli.

Un po’ per necessità, un po’ per decoro, prima o poi in un appartamento di proprietà ci si risolve a rifare il bagno. Sia che ci si rivolga al proprio idraulico di fiducia o a una impresa edile collaudata da amici fidati, il responso è più o meno sempre lo stesso: una settimana e il bagno è fatto, anzi rifatto!
Non fidatevi! Dato che  per avere un lavoro ben fatto tutto deve partire dai tubi che stanno sotto il pavimento, irrimediabilmente ammalorati dagli anni, non si resiste alla tentazione di dare al bagno una sistematina più razionale o salva-spazio e, perché no?, anche più attuale ed esteticamente gradevole. Così finisce che il vecchio calorifero va sostituito da un più elegante scalda-salviette in acciaio extralucido (o bianco), via anche la vasca che tanto il bagno non lo fa più nessuno perché non c’è tempo, e al suo posto un bel vano doccia con box in cristallo così non si toglie luce alla stanza, e via naturalmente i vecchi sanitari, ormai obsoleti per fare posto ai nuovi, rigorosamente di design anche se magari un po’ più scomodi.
Una volta fatto e approvato il progetto, si comincia, e non è affatto gradevole vedere un pezzo di casa che se ne va in frantumi rimandando a immagini da terremoto o, per i più in là con gli anni, da bombar-damento aereo.
Ci si consola pensan- do a quello che verrà dopo, quando tutto sarà finito, ma la demolizione può andare avanti per giorni, addirittura per una settimana, con rumori spacca-timpani e polvere che neppure la tripla barriera di teli di

Il bagno com'era e, sotto, lavori in corso.

Fiasco trovato sotto la vasca e teli antipolvere.

plastica riesce a fermare.
Finalmente, dopo una decina di giorni o più arriva il momento della ricostruzione: si spera indolore, ma non è così. Per far posto ai tubi sotto il pavimento, che adesso lo attraversano avendo preferito spostare i sanitari e il calorifero dalla parte opposta, si deve alzare una zona del pavimento stesso di almeno dieci centimetri e dunque il rivestimento alle pareti in piastrelle, che già sembrava bassino (adesso usa così per evitare l’effetto latteria), risulta ancora più basso, ma soprattutto si è abbassato il livello della finestra che adesso sembra invitare al suicidio se l’appartamento si trova a un piano alto.

Ma non è finita lì. Perché il box doccia, che deve essere fatto su misura quando il lavoro di rivestimento delle pareti e del pavimento è concluso, può richiedere anche quaranta giorni di tempo.  Per i mobili forse basta un po’ meno ma si superano sempre i trenta giorni.
Perciò se alla prima settimana di cantiere avete offerto agli operai caffé e aperitivi, alla seconda vi siete limitati al bicchier d’acqua, se ve lo chiedevano, alla terza li salutate appena quando arrivano la mattina presto e fingete di ignorarli in seguito, se possibile.

Tirate un sospiro di sollievo quando finalmente se ne vanno, ma per poco. Perché presto saltano fuori tutte le magagne dovute al “violento” intervento: porte e finestre scrostate e che non si chiudono più come prima, cinghie delle tapparelle che richiedono di essere sostituite, e poi c’è da considerare l’imbiancatura, del bagno o, già che si è in ballo, dell’intero appartamento. E non è raro che si scopra una crepa o un buco nella stanza accanto…capita lavorando sulle pareti con il trapano per creare nuove sedi per i tubi… E se il cartone posato a protezione del parquet appena fuori dal bagno è stato “inavvertitamente” inzuppato d’acqua preparando l’impasto di cemento, ecco che qualche assicella di mansonia può essersi gonfiata e sollevata di brutto… Ma è già una fortuna se durante i lavori d’idraulica non si è rotto nessun tubo andando ad allagare l’appartamento del piano di sotto!

Se siete previdenti lo stabilite prima, mettendolo a contratto, che nel prezzo della ristrutturazione devono entrare anche tutte le riparazioni necessarie per riportare la situazione allo status quo, con interventi, se occorre, del parchettista, del piastrellista, dell’idraulico o dell’elettricista. Uomo avvisato…
Ciò detto, buon bagno a tutti!
(Progetto e consulenza dell’architetto Licia Gaia Sortino)

Info su Rosanna Prezioso

Rosanna Prezioso, giornalista professionista esperta in bellezza, moda e benessere, già beauty chief editor a Cento Cose e a Vogue Italia, ha collaborato con Amica, Gioia, Anna, Bella, Pratica, Io Donna, Marie Claire, Cosmopolitan e Panorama First. Tra i suoi interessi la cucina, l’arte, il disegno e la poesia. Libri pubblicati: “Cose di casa”, “Non solo amore”. Tessera dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti N. 052397.
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