per favore tenere la destra

Per andare a lezione di canto devo attraversare la città, da Loreto a largo Mahler, prendere la Rossa per cinque fermate fino al Duomo, attraversare la piazza dal sottopasso, risalire in superficie e all’inizio di via Torino prendere il tram 3. Ma non è ovviamente l’unico percorso che faccio in settimana con i mezzi pubblici o a piedi. Ebbene ogni volta, tra sali e scendi le scale della metropolitana, percorri la banchina, cammina sul marciapiedi, attraversa la strada o entra ed esci da un grande magazzino, il problema è sempre lo stesso: evitare lo scontro. Sì perché tra chi procede a zig-zag attaccato al telefonino, chi chiacchiera in compagnia, chi apre o esce dalla macchina, chi sale con bici, moto e motorini sul marciapiede, chi vuole entrare nella metro o sul tram prima di lasciar passare quelli che stanno uscendo, chi carico di zainetti, shopping e trolley te li sbatte addosso, per non dire delle fanciulle dalle lunghe chiome che continuano ad agitarle senza curarsi di chi hanno dietro, andare per strada o viaggiare sui mezzi pubblici a Milano è diventata sempre più un’impresa da rugbista: raggiungere la meta senza farsi spintonare dall’avversario.

Siamo in troppi? No, siamo semplicemente maleducati. Non sappiamo tenere la destra quando camminiamo sul marciapiede. Non guardiamo più in faccia nessuno come se tutti gli altri utenti dello spazio pubblico fossero diventati improvvisamente trasparenti, non rispettiamo la privacy e le orecchie altrui parlando forte al cellulare con la scusa che il rumore del traffico copre la voce, insomma ci comportiamo come se gli altri non esistessero proprio e, se li urtiamo, non ci sprechiamo nemmeno più a chiedere scusa. Chiusi come siamo nel nostro solipsismo metropolitano favorito da ogni sorta di gadget elettronici “isolanti”.

Qualche anno fa il sindaco di Londra mise in riga i pedoni della città obbligandoli con un provvedimento disciplinare a mantenere la destrea. Non sarebbe il caso di introdurre qualcosa di simile anche a Milano? Certo ne è passato del tempo da quando bar e ristoranti erano dotati di sputacchiere, poi il divieto ha frenato quell’abitudine tanto guascona quanto disgustosa e insalubre. Grazie ai provvedimenti di legge siamo riusciti perfino a smettere di fumare nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto e negli uffici. Forse è giunto il momento di pensare seriamente a un provvedimento che obblighi a un minimo di educazione anche i più “distratti” che circolano per strada. (r.p.)

Info su Rosanna Prezioso

Rosanna Prezioso, giornalista professionista esperta in bellezza, moda e benessere, già beauty chief editor a Cento Cose e a Vogue Italia, ha collaborato con Amica, Gioia, Anna, Bella, Pratica, Io Donna, Marie Claire, Cosmopolitan e Panorama First. Tra i suoi interessi la cucina, l’arte, il disegno e la poesia. Libri pubblicati: “Cose di casa”, “Non solo amore”.
Tessera dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti N. 052397.

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