la moda che verrà
Da Marras a Valentino, da Issey Miyake a Givenchy, da Emporio Armani a Chanel, da Dior a Anna Demuelmester un accenno alla moda sempre più internazionale che calca le passerelle dei grandi défilés stagionali. Sempre più fashion show piuttosto che fashion trend da N.Y. a Parigi, da Milano a Londra, lascia in bocca un gusto amaro come quando ci si è ingozzati troppo ai banchetti familiari delle feste natalizie. Dietro l’esuberanza degli effetti e dei decori si legge una certa stanchezza, forse dovuta anche al momento storico non certo incline alle frivolezze con echi di guerra che arrivano da più
zone agitate del pianeta. A seguire l’onda moda alla lettera sono rimaste solo quelle che un tempo si chiamavano fashion victims, mentre le altre si rifugiano prudentemente nel sempre valido boho chic, nel classico che non
tramonta mai o nel rassicurante e amato recupero di certi must degli anni 70: pantaloni che si allargano a dismisura in fondo, poncho, frange, attillatissimi gilet,
camicie candide dalle maniche esuberanti e, perché no?, disinibite trasparenze. (r.p.)





