perché leggere “la cabibba”

La protagonista è una donna che deve farsi strada in un mondo dominato dagli uomini. “Cabibba” è un soprannome, un marchio che identifica la protagonista e la lega indissolubilmente alle sue radici, ma anche alla sua voglia di riscatto.
Rosanna Prezioso scrive con un linguaggio molto evocativo, quasi visivo. Riesce a far sentire il calore del sole e la durezza della roccia. Il ritmo è quello della vita vera: a volte lento e riflessivo, altre volte accelerato dagli eventi drammatici che colpiscono la comunità.
Mi hanno colpito molto le tematiche che sono state trattate, poiché sono molto importanti e tuttora esistenti.
Il peso di un’etichetta (La “Cabibba”). Il titolo stesso racchiude il tema del pregiudizio. Il termine “cabibba” era un modo dispregiativo usato a Trieste per indicare gli immigrati del Sud. Adriana, figlia di un marinaio pugliese e di una donna del Nord-Est, vive sulla propria pelle questa discriminazione, sentendosi costantemente in bilico tra due mondi e mai pienamente accettata in nessuno dei due.
La guerra fuori e la guerra dentro. Adriana combatte due battaglie contemporaneamente. La prima è quella della Storia: la dittatura, le privazioni e l’orrore del secondo conflitto mondiale che travolge l’Italia. La seconda è più intima e silenziosa, combattuta contro le convenzioni sociali e familiari che vorrebbero decidere il suo destino.
L’identità in movimento. La vita di Adriana è segnata dallo spostamento perenne da un porto all’altro della penisola. Questo tema del viaggio non è solo fisico, ma rappresenta la ricerca instancabile di un posto da chiamare “casa” in un’epoca in cui tutto sembra crollare.
La resilienza femminile. Nonostante le difficoltà estreme e un mondo dominato da figure maschili e regole rigide, emerge la forza di una donna che non si arrende. Adriana deve imparare a trasformare quel soprannome nato per ferirla in un simbolo della propria unicità e resistenza.
Il rapporto con le radici. Il libro esplora come le origini possano essere sia una gabbia che un punto di forza. La protagonista deve fare i conti con l’eredità di un padre del Sud e una madre del Nord, cercando di costruire la propria identità tra le macerie di un’Italia ferita.
È un libro perfetto se ami le storie familiari forti e i romanzi che raccontano l’anima di un luogo. Ti lascia addosso la consapevolezza che, nonostante le difficoltà di partenza, ognuno può trovare la propria voce. (Mia su Amazon)