pasta alla griscia

Il nome, italianizzato in pasta alla gricia, pare derivi da Grisciano, paese dell’Appennino Centrale, non lontano da Amatrice, dove il piatto secoli dopo, con l’arrivo in Italia dei pomodori, avrebbe dato origine alla più celebre pasta all’amatriciana. Non a caso la griscia viene detta anche amatriciana bianca. In  pratica è un piatto antico, già noto, pare, in epoca romana. Rustico, semplice, fatto di pochi ingredienti, lo si prepara velocemente al momento.
Ingredienti per 2 porzioni: 100 g di pasta piuttosto grossa (spaghettoni, bucatini, mezze maniche), 50 g di guanciale, 50 g di pecorino romano non troppo stagionato, poco sale e pepe nero macinato al momento.
Mettere a bollire l’acqua per la pasta con pochissimo sale. In una capiente padella di ferro o antiaderente mettere il guanciale tagliato a striscioline piuttosto spesse e farlo andare piano in modo che rimanga croccante fuori e morbido dentro. Mettere a cuocere la pasta, e se nel frattempo il guanciale avesse raggiunto la giusta doratura, bagnarlo con un mestolo dell’acqua di cottura della pasta e lasciarlo cuocere ancora un pochino evitando che si scurisca troppo. Se serve, togliere momentaneamente la padella dal fuoco. Nel frattempo grattugiare a mano il pecorino e scioglierlo in una ciotola con un mestolo d’acqua di cottura della pasta fino a ottenere una omogenea cremina bianca. Uno o due minuti prima che la pasta abbia raggiunto il punto di cottura, scolarla tenendo da parte l’acqua, e trasferirla nella padella col guanciale per completarne la cottura. Aggiungere di tanto in tanto un mestolino d’acqua, sempre agitando la padella, o rimestando il tutto con una spatola di legno. Spegnere il fuoco, versare sopra la pasta la cremina di pecorino, sempre rigirando, e completare con una macinata di pepe nero. La pasta deve presentarsi bella scivolosa, immersa nella sua cremina di pecorino.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

Pubblicato in Easy Cooking | Lascia un commento

insegnami a essere felice

Un nuovo libro per festeggiare San Valentino: “INSEGNAMI A ESSERE FELICE” di Rosanna Prezioso, edito da Simonelli Editore.
Un romanzo che parla anche d’amore, ma non solo.
Tra i protagonisti, la Milano della moda e della movida, con la sua laboriosa creatività e i suoi cinismi, città dove in genere si arriva per lavoro, carriera, soldi ma poi, a sorpresa, ci si può perfino innamorare. Insomma una città dove ancora le cose accadono, e può accadere di tutto.
Per leggere comodamente il libro sul web, o riceverlo stampato a casa, inserire titolo e autore e cliccare su www.ebooksitalia.com  oppure  su www.amazon.it.

Pubblicato in Easy Life | Lascia un commento

evviva lo street food

Una tantum bisognerebbe concederselo un piatto di street food, meglio se preparato at home così si è più sicuri di non farsi del male… Mettiamo, una manciata di sardine fresche, appena comperate al banco del pesce del supermercato di fiducia, e poi due patate due, pelate e fritte perfino nello stesso olio, se si ha l’accortezza di non farlo bruciare.
Ingredienti per due porzioni: 250 g di sardine, 2 grosse patate, 3 cucchiai di farina, olio di semi per friggere, sale.
Eviscerare velocemente le sardine e infarinarle molto bene.  Sbucciare le patate, lavarle, tagliarle a spicchi e asciugarle in un panno da cucina. Scaldare l’olio in una padella antiaderente e friggere le patate a fiamma media. Scolarle e metterle ad asciugare su due strati di scottex quando sono dorate da tutti i lati, quindi passare alle sardine. Distribuirle nella padella senza sovrapporle, e cuocerle rigirandole. Regolare la fiamma in modo che risultino croccanti fuori e morbide dentro. Scolarle bene e posare anche loro su un doppio strato di scottex. Salare leggermente e servire. È un piatto che si gusta meglio facendo a meno delle posate.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

Pubblicato in Easy Cooking | Lascia un commento

baglioni in scervino

Ancora un Festival,
ancora in Scervino per
Claudio Baglioni.
Per la conferenza stampa
della 69° edizione
del Festival della
Canzone Italiana
di Sanremo
,
l’artista e presentatore
ha indossato
un completo con
giacca monopetto
a macrocheck
,
abbinato al dolcevita.
Per le diverse serate,
invece, il designer
ha creato per lui
un guardaroba
appositamente
studiato
.
Smoking impreziositi
dall’uso di materiali
dall’effetto scintillante
,
oltre al tradizionale
nero, e al velluto blu.
Camicie in popeline
di cotone ornate
da particolari ricami.
Giacche in tessuto
damascato o in broccato
con disegno floreale
in lurex
a rilievo.
Per la finalissima,
completo all white.

Pubblicato in Easy Style | Lascia un commento

nuovo beauty parlour a milano

Il nuovo beauty brand Wakeup Cosmetics Milano debutta da PittaRosso in C.so Buenos Aires 63.
Per tre giorni, dall’8 al 10 febbraio, le clienti che acquisteranno presso il punto vendita PittaRosso, potranno sperimentare i prodotti del nuovo marchio grazie alla presenza di un make up artist che offrirà un trucco flash personalizzato.
Inoltre verrà consegnato un coupon, valido dall’8 al 20 febbraio, che darà la possibilità di ricevere nella boutique Wakeup Cosmetics Milano (al n.16 di Corso Buenos Aires) un Mascara All in One in regalo e uno sconto del 25% per i successivi acquisti beauty effettuati tra il 21 febbraio e il 21 marzo 2019. Un’occasione da non perdere per scoprire Wakeup Cosmetics Milano e apprezzare la qualità dei suoi prodotti make up e skincare.
Fondato dall’artista siriano Jamal, il brand si propone di far vivere a ogni donna un’esperienza che travalichi il semplice prendersi cura di sé.
I prodotti skincare per pulizia e detersione, le fragranze uniche e gli accessori di tendenza all’interno del nuovo spazio, renderanno la visita un’esperienza singolare. Un tuffo in un piccolo universo a parte, fatto di bellezza e gioco, ma anche di altissima professionalità.

Pubblicato in Easy Beauty, Easy Style | Lascia un commento

slim girls 2019

Si vestono oppure si svestono le Slim Girls del calendario Citycool Citymood 2019?
Chi lo sa. Alle ragazze piace vestirsi, questo è certo, basta guardarsi intorno per la città. Piace cambiare, essere alla moda, sperimentare nuovi stili. Il guardaroba di una ragazza è, come minimo, quattro volte quello di un ragazzo, eppure esistono momenti, rari per fortuna, in cui vestirsi può diventare una seccatura mentre si preferirebbe starsene in casa al calduccio (d’inverno, s’intende), raggomitolate in un morbido plaid o in un soffice piumone. Magari sorseggiando più tazze di tè bollente o della tisana preferita.
Ma è in piena estate che i vestiti danno sicuramente più fastidio: non sono mai abbastanza leggeri, aerei, freschi. Il momento cruciale arriva quando ci si deve rivestire, al mare, dopo il bagno. La pelle è ancora bollente, magari anche un po’ scottata, con tracce di salsedine o di appiccicose creme solari, e gli abiti si attaccano fastidiosamente al corpo anziché scivolarvi sopra.
In certi giorni, quando ci si sente inspiegabilmente gonfie o la bilancia ha segnato qualche tacca in più, si è talmente scoraggiate d’avere voglia di rinunciare ai vestiti. Ci si lascerebbe volentieri andare bighellonando tra tv e cellulare con niente o quasi addosso.
Eppure non si è più costrette ai sacrifici che per secoli ogni donna ha dovuto affrontare per essere elegante. Si pensi alla guepiere, o ai corsetti mozzafiato, indispensabili per esibire l’ammirato vitino di vespa. Tuttavia anche oggi, nonostante l’enorme comodità degli indumenti elasticizzati, qualche sacrificio è necessario per entrare in certi jeans o collant costrittivi, detti eufemisticamente “di contenimento”.
Pure svestirsi non è sempre una liberazione. Si pensi alle sere d’inverno, quando i caloriferi sono ormai spenti e prima d’infilarsi sotto le coperte ci si deve denudare per entrare nel pigiama. Alzi la mano chi non ha sognato di andare a letto vestita come fanno i rudi cowboy nei film western. D’inverno anche la doccia, nei pochi istanti che precedono l’entrata sotto il getto caldo, è quanto basta a far venire la pelle d’oca. (r.p.)

Pubblicato in Easy Beauty, Easy Life, Easy Style | Lascia un commento

poche chiacchiere ma buone

20160212_174321_resized 20160212_153514_resized 20160212_153920_resized 20160212_155459_resized 20160212_171241_resized 20160212_182421_resizedSì, poche chiacchiere ma buone, e soprattutto fatte in casa.
Anche se ormai se ne possono trovare di ottime in ogni panetteria o focacceria.
Questo dolce tradizionale di Carnevale sta seguendo, infatti, la strada del panettone, ormai in vendita tutto l’anno o quasi.
Sottili, fragili, croccanti e poco dolci, anche se avvolte in una nuvola di zucchero, le chiacchiere sono come le ciliegie, una volta che si inizia a mangiarle, non si riesce più a smettere. 20160212_172229_resized
Ingredienti per 8/10 persone: 500 g di farina 00, 2 uova intere e 2 tuorli, 50 g di burro, 1 cucchiaio di zucchero, mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo cucchiaino di bicarbonato, un pizzico di sale, 1 confezione di zucchero a velo, mezzo litro di olio di semi per friggere.
In una ciotola sbattere delicatamente le uova con lo zucchero, il sale e il burro a temperatura ambiente, tagliato a pezzettini. Unire la farina, il bicarbonato e poco per volta il vino bianco mescolando energicamente. Quindi lavorare la pasta con le mani finché non diventa perfettamente liscia. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per mezz’ora. Riprenderla, tirarla a sfoglia il più sottile possibile, e con l’apposita rotella ritagliarvi dei quadrotti o delle losanghe incidendoli anche al centro. Poco prima che l’olio inizi a fumare, in un’ampia padella dai bordi alti, immergervi 4 0 5 ritagli di pasta e lasciarli gonfiare. Non appena assumono un colore rosa chiaro, capovolgerli aiutandosi con una pinza da cucina. Tempo pochi secondi e le chiacchiere sono pronte per essere messe ad asciugare su un doppio strato di scottex. Fondamentale, che non prendano troppo colore per non perdere il loro tipico sapore delicato. Una volta disposte sul piatto di portata, le si spolvera, strato dopo strato, con abbondante zucchero a velo. Se le si desidera più croccanti, meglio addolcirle con lo zucchero normale o semolato.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

Pubblicato in Easy Cooking | Lascia un commento

risotto al tartufo (in busta)

Nella sua campagna di rilancio, la Scotti ha avuto una “buona idea”, quella di offrire varie preparazioni di risotti “quasi” pronti in buste contenenti due porzioni abbondanti. Il tutto con ottimo riso Carnaroli. Anche chi, come me, ha sempre arricciato il naso di fronte ai cibi pronti, in questo caso avrà modo di ricredersi. Con le dovute aggiunte e correzioni, s’intende.
Ingredienti per 2/3 porzioni: 1 busta di risotto al tartufo Scotti, 1 cipolla piccola, 1 bicchierino di Porto, olio d’oliva, burro, parmigiano e pepe nero.
Affettare fine la cipolla e soffriggerla in poco olio. Quando inizia a prendere colore eliminarla del tutto o in parte. Aprire la busta e versare il riso nel soffritto, girare per pochi secondi, bagnare con il Porto, sfumare rapidamente e aggiungere 3/4 di litro di acqua bollente. Sempre rimestando continuare la cottura per altri 17 minuti. Spegnere il gas e aggiungere un pezzetto di burro e 2 o 3 cucchiaiate di parmigiano per la mantecatura. Servire con  un giro di pepe nero macinato al momento.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

Pubblicato in Easy Cooking | Lascia un commento

polpette di lenticchie

Nel freezer ci sono ancora delle lenticchie avanzate dalle libagioni di fine anno? Se sono tante, forse converrebbe riciclarle in profumate polpette. Ecco come.
Ingredienti: 1 ciotola o 3 tazze da tè di lenticchie già cotte, 2 uova sode e 1 chiara per legare l’impasto, 1 mazzetto di prezzemolo, 4 spicchi d’aglio, 4 fette di pane raffermo inzuppate nel latte e ben strizzate, 2 cucchiaiate di parmigiano, mezzo cucchiaino di curry e mezzo cucchiaino di cumino in polvere, 2 cucchiai di pangrattato o quanto ne serve per asciugare l’impasto, farina per infarinare le polpette e olio di semi Friol per friggerle.
Passare con un colino le lenticchie per eliminare tutto il sugo, e metterle nel tritatutto insieme alle foglie di prezzemolo, all’aglio e alle uova sode. Ridurre tutto in crema e travasare in un’ampia ciotola. Aggiungere il pane, inzuppato nel latte e ben strizzato, sbriciolandolo con le dita. Unire anche il parmigiano, le spezie e la chiara. Lavorare bene con un cucchiaio per amalgamare il tutto, aggiungendo del pangrattato nel caso l’impasto risultasse troppo molle. Aiutandosi con la farina formare delle palline grosse come una noce, e friggerle rapidamente nell’olio bollente. Disporle su un doppio strato di carta da cucina per farle asciugare, e servirle. Sono buone sia calde sia fredde, al naturale o accompagnate da da salse come maionese, ketchup e zaziki.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

Pubblicato in Easy Cooking | 2 commenti

e adesso cacio e pepe

 

Milano, fabbrica di tendenze come una piccola New York, non si limita a primeggiare in moda e design, ma da un po’ di tempo è concentrata anche sulla gastronomia. E dopo fusion, jap e bio, riscopre la cucina povera romana, a cominciare dalla pasta “cacio e pepe”, cibo semplice e antico amato dai pastori, ancora più antico della carbonara, dell’amatriciana e forse anche della “griscia”, una quasi-carbonara senza uova.
Dopo aver gustato un ottimo e abbondante piatto di “cacio e pepe” da Volemose Bene (Milano, via Moscova 25, per la cena prenotare almeno una settimana prima), mi sono voluta cimentare nella realizzazione del piatto a casa, senza lasciarmi troppo intimidire dalle tanto decantate difficoltà di esecuzione, soprattutto per quanto riguarda la famosa “cremina” che si deve formare sciogliendo il formaggio prima che si trasformi in grumi duri e appiccicosi. Un po’ di pazienza e si può fare. Unico inconveniente, la pasta va fatta e mangiata al momento, quindi meglio escludere invitati abitualmente ritardatari.
Ingredienti per 4 porzioni: 360 g di spaghetti un po’ grossetti e trafilati al bronzo, 240 g di pecorino romano mediamente stagionato, abbondante pepe nero tritato al momento, sale, un goccio d’olio d’oliva.
Mettere a bollire l’acqua per la pasta con poco sale (ci penserà poi il pecorino a dare sapore) e, nel frattempo, grattugiare a mano il formaggio, e in una capiente padella dai bordi alti tostare appena, in un goccio d’olio, una prima grattugiata di pepe. Cuocere gli spaghettoni solo per metà del tempo previsto, e scolarli senza gettare l’acqua di cottura. Metterli nella padella con due mestoli della loro acqua di cottura e a fiamma dolce, sempre rimestando con una spatola di legno, continure la cottura aggiungendo via via un po’ di pepe, una cucchiaiata di pecorino e un mestolo o due di acqua. Continuare così aggiungendo altro formaggio solo quando quello precedente si è sciolto completamente. Tutta l’operazione si dovrebbe concludere entro il tempo previsto di fine cottura, in una parola gli spaghetti devono rimanere al dente. Pronti per essere serviti con la loro cremina, distribuirli ben caldi nei piatti offrendo a parte altro formaggio e pepe per chi desiderasse aggiungerne.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)


 

Pubblicato in Easy Cooking | Lascia un commento