spaghettini misto mare

Stavo ancora pensando ai succulenti paccheri ai frutti di mare gustati sere fa da Frijenno Magnanno, quando nel reparto pescheria del Pam sono stata attirata da un vassoietto contenente un misto mare già bello pulito e pronto. Non ho saputo resistere e, ispirata dai buonissimi paccheri campani, ho voluto dare il mio contributo con questa ricetta un po’ fusion. Niente male, direi.
Ingredienti per 2 persone: una matassa di spaghettini di riso o di soia, una confezione misto mare (cozze, gamberi e seppioline, tutto precotto), 2 spicchi d’aglio, mezza cipolla, un giro d’olio d’oliva, 2 pomodori perini, 1 peperoncino verde non piccante (o piccante se lo si preferisce), sale, pepe, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un cucchiaio di salsa di soia e uno di salsa teriyaki.
Mettere a bagno gli spaghettini nell’acqua tiepida e lasciarveli per 4 minuti. In una padella antiaderente soffriggere delicatamente l’aglio e la cipolla affettati, aggiungere i pomodori e il peperoncino tagliati a rondelle dopo averli pelati con il pelaverdure. Cuocere per qualche minuto e aggiungere gli spaghettini scolati. Rigirare, bagnare col vino bianco o con un po’ di brodo, quindi aggiungere il misto mare. Continuare la cottura ancora per pochissimo, quanto basta per scaldare e insaporire i frutti di mare, che sono già cotti, salare leggermente e aggiungere le salse. Servire in una ciotola, con le bacchette ovviamente.

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bye bye gold

Gioielli. Se per motivi di sicurezza, di moda o di budget siete tra quelli che hanno deciso di abbandonare l’oro per rivolgersi al più democratrico argento, la collezione del brand toscano Quinto Ego è quella che fa per voi. Con i suoi classici della gioielleria, rivisitati in chiave rock, offre una gamma di creazioni, tutte lavorate a mano, che include anelli, orecchini, collane, pendenti e bracciali di seducente bellezza “medievale”.
L’argento ossidato, arte che Quinto Ego, azienda artigiana toscana, è stata tra le prime ad applicare, evoca infatti scudi, cotte e armature dell’epoca cavalleresca, quella dei tornei, che ben si sposa con lo spirito del tempo.
Nonostante l’inserimento nei gioielli di pietre preziose come rubini, topazi, diamanti, ametiste e perle, che affiorano da bassorilievi di foglie d’argento, lo spirito gotico non viene mai tradito. Così la fede matrimoniale può prendere spunto da una corona ferrea, o diventare sottile e cosparsa di fregi che ricordano le piume su certi elmi di combattenti dell’epoca.
Di questi nuovi monili ce n’è sia per lei che per lui. L’anello maschile trova espressioni moderne rispetto all’antico, come il classico anni Settanta con pietra quadrata, oppure vira decisamente verso l’anticonformismo colto, con pavé di diamantini su cui si incrociano due piccole spade di metallo.
I gioielli delle collezioni Quinto Ego si possono acquistare nella prestigiosa shopping house “Il Salotto di Milano”, in via della Spiga 2, a Milano, e in selezionati punti vendita.
Recentemente inaugurata nel cuore del Quadrilatero della Moda, Il Salotto di Milano è lo scenario ideale per comprendere l’essenza del progetto Quinto Ego. Più di una showroom, più di un concept store, Il Salotto di Milano è infatti uno spazio innovativo ideato per valorizzare moda, accessori, gioielli, arte e design.
Elegante e versatile, situato al terzo piano, con un mix di proposte dal forte appeal per un pubblico internazionale, si propone come vetrina delle eccellenze del Made in Italy, e non solo. (r.p.) 

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babà al cocco

 Anche se sono di tutt’altra pasta rispetto ai famosissimi babà al rum napoletani, in qualche modo li ricordano, per la consistenza morbida, il vago profumo alcolico, la forma e il colore. Insomma una licenza che mi sono presa quella di chiamarli babà, ma che sicuramente non deluderà gli amanti dei dolci al cocco.
Ingredienti per 12 dolcetti: 1 noce di cocco piccola, 100 g di zucchero, 100 g di riso per risotti, 2 cucchiai di farina di riso, mezzo litro di latte, 1 lattina di latte di cocco (400 ml), un pizzico di sale, 1 cucchiaio di limoncello, 1 confezione di zucchero a velo (125 g).
Bucare la noce di cocco, lasciare uscire tutta l’acqua, che si consiglia di bere perché ricca di proprietà benefiche per la salute, ed estrarre la polpa bianca. Tagliarla a pezzetti e passarla nel tritatutto. In una pentola antiaderente versare il cocco tritato, aggiungere sale, latte e zucchero e portare a bollore. A questo punto versare anche il riso e cuocere per 20 minuti. Aggiungere infine il latte di cocco e la farina di riso, dopo averla sciolta in poca acqua, e continuare la cottura per altri 5 minuti. Si dovrà ottenere una sorta di budino che diverrà ancora più denso e compatto se lasciato riposare nel frigorifero per qualche ora.
Ultima fase, la cottura in forno. Distribuire il composto in 12 pirottini di stagnola, formato per muffins, dopo averli leggermente imburrati, e cuocere per 30-35 minuti a 175°C. I dolcetti dovranno risultare dorati, non bruciati.
Lasciarli raffreddare, capovolgerli estraendoli dai pirottini e ricoprirli con la glassa ottenuta lavorando lo zucchero a velo con il limoncello e un goccio d’acqua.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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soupe surprise alla zucca

Il freddo scalda la minestra. Questo per dire che quando il termometro scende si cominciano a desiderare cibi caldi di cui la minestra è la regina. E a trionfare adesso è soprattutto la zucca, quella buona.
Ingredienti: 1 zucca marina piccola, 1 cipolla bianca grande, 1 patata grande, 3 cuori di finocchio, 2 zucchine chiare, 2 carote, foglie di sedano, prezzemolo e basilico, 1 cucchiaino di sale grosso, 2 croste di parmigiano, 1 cucchiaino di cumino in polvere (facoltativo).
Pulire tutte le verdure e tagliarle a pezzi. Metterle in pentola a pressione con sale e spezie e coprirle d’acqua. Cuocere per 10 minuti dopo il fischio. Togliere dalla minestra alcuni pezzi di zucca (5 o 6) e metterli da parte. Con il minipimer a immersione ridurre tutto il resto in crema.
Servire il passato con uno o due pezzi di zucca per ogni piatto. A piacere aggiungere una fetta biscottata o di pane tostato e un filo d’olio.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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fagottini alle pere

   

 

Più golosi di uno strudel, più leggeri di una crostata, più semplici da realizzare. L’ideale per chi ama i dolci a base di frutta.
Ingredienti per la pasta: 230 g di farina, 50 g di burro a temperatura ambiente, 50 g di zucchero, 1 uovo intero e un tuorlo, un pizzico di sale, 1 cucchiaino raso di lievito in polvere. E per il ripieno: 4 pere kaiser (o 4 grosse mele golden) più 100 g di zucchero e un pizzico di cannella.
E’ il momento delle pere kaiser, quelle dalla buccia color ruggine, che sono le ultime a maturare. Vale la pena di approfittarne.
Sbucciare e tagliare a pezzetti le pere (o le mele). Cuocerle in poca acqua con lo zucchero e la cannella. Quando sono ben cotte e asciutte spezzettarle ulteriormente con una spatola e lasciarle raffreddare. Nel frattempo preparare velocemente la pasta frolla mischiando tutti gli ingredienti prima con la forchetta e poi con le mani. Lavorare la pasta finché non risulta elastica e liscia. Con il mattarello stenderla a sfoglia non troppo sottile (3-4 cm di spessore) e ritagliarvi dei dischi di almeno 10 cm di diametro. Porre al centro di ogni disco un po’ di ripieno e richiudere a mezzaluna.
Disporre i fagottini sulla teglia ricoperta con carta da forno e cuocere sul ripiano mediano a 75°C per 15-20 minuti. Ricoprire i fagottini con un soffio di zucchero a velo e lasciarli raffreddare bene prima di servirli.
Nel caso avanzasse della pasta, la si può usare per confezionare dei biscotti ritagliandoli dalla sfoglia nella forma desiderata.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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strade d’acqua

Percorrendo le rive del fiume Adda non si può fare a meno di pensare al grande Leonardo. Egli è infatti ancora qui, con la sua alzaia che trasformava questo fiume in un’autostrada consentendo il trasporto di merci pesanti come pietre, sabbia, legname, latte e altri generi alimentari, dalla campagna lombarda fino a Milano.
Ed eccolo ancora lì, il battello senza remi e senza motore, inventato dal DaVinci, per attraversare il fiume sfruttando la corrente restando attaccati a un filo sospeso tra una riva e l’altra.
L’alzaia, un tempo battuta da cavalli e bovini che trascinavano i barconi carichi di merci, ora è una strada sterrata percorsa soprattutto dagli amanti della bicicletta.
In alto, molto in alto, il ponte di ferro di Paderno che non ha resistito all’usura del tempo ed è stato appena chiuso al traffico per lavori di manutenzione onde evitare possibili disastri come quello del Morandi di

Genova.
Se il nuovo cede, il vecchio resiste. Fa effetto pensare che da Lecco, pedalando con lena, ma neanche tanta considerata la naturale pendenza, ben studiata e sfruttata dal Da Vinci per portare l’acqua a Milano, si arriva al canale della Martesana e da lì in via Melchiorre Gioia, in pieno centro a Milano.
Durante il percorso ci si può deliziare con la vista di un grande numero di uccelli acquatici, alcuni ancora adesso con la nidiata al seguito. Cigni e folaghe, tuffetti e cormorani, strolaghe, svassi, germani reali e così via. (r.p.)

 

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spadoni e pomodorini

  Cucina che passione! Ecco i primi exploit dopo le vacanze. Per cominciare un piatto vegetariano da servire come primo o come contorno.
Ingredienti: 500 g di spadoni o piattoni, 1 cipolla piccola, da 10 a 20 pomodorini ciliegia (dipende dai gusti e dalle dimensioni), un pezzetto di dado vegetale, sale, olio d’oliva.
Pulire e affettare la cipolla e metterla a rosolare appena, con un giro d’olio, in un tegame antiaderente dai bordi alti. Nel frattempo pulire e lavare i piattoni e aggiungerli alla cipolla tagliandoli a monconi di 6 0 7 centimentri. Cuocere rigirando per qualche minuto e aggiungere i pomodorini tagliati in due o quattro parti. Condire con il dado e poco sale e aggiungere un dito d’acqua continuando la cottura per circa 15 minuti, il tempo necessario perché la verdura si cuocia conservando un po’ di sugo.
Come la peperonata, questo piatto semplice ma saporito lo si può gustare sia freddo sia caldo.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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torta alle pere e cioccolato

Consolarsi con qualcosa di dolce dopo il rientro dalle vacanze? Niente di più facile che regalandosi un golosissimo dessert al cioccolato. Sano quanto basta se fatto in casa.
Ingredienti: 300 g di cioccolato fondente, 150 g di burro, 200 g di zucchero, 200 g di farina, 3 uova, 2 pere mature, mezza bustina di lievito in polvere, 1 bustina di vanillina, 1 bicchierino di rum o di alkermes, qualche cucchiaio di latte.
Sbucciare e tagliare a piccoli pezzi le pere. Bagnarle con il rum o l’alkermes e addolcirle con un cucchiaio di zucchero. In una zuppiera lavorare il burro fino ad ammorbidirlo riducendolo in crema, aggiungere lo zucchero e le uova intere e montare il tutto con il frustino elettrico. Aggiungere in un colpo solo anche la farina e amalgamarla bene con il resto.
In un pentolino sciogliere a fuoco basso 200 grammi di cioccolato diluendolo con un cucchiaio o due di latte. Lasciarlo intiepidire e quindi unirlo all’impasto. Mescolare bene, aggiungere anche il lievito, la vanillina e infine le pere a pezzetti. Versare in una tortiera piuttosto ampia dopo averla imburrata o rivestita con carta da forno. Cuocere per 30 0 40 minuti a 180 gradi. Vale sempre la prova dello stecchino, che deve uscire asciutto. Togliere la torta dal forno e lasciarla intiepidire, quindi capovolgerla su di un piatto piano per torte e preparare velocemente la copertura sciogliendo sul fuoco il rimanente etto di cioccolato fondente allungato con un po’ di latte. Con la crema ottenuta spennellare la superficie della torta e lasciare asciugare bene.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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intramontabile fascino del bianco

Per fortuna il bianco non è un colore (o non colore) riservato alle spose, così come il nero da decenni non è più un colore (o non colore) da indossare solo negli anni di lutto.
Piccole libertà di costume che il tempo ci ha regalato ma che, a pensarci bene, non sono poi così piccole se le si confronta con le restrizioni che ancora condizionano i costumi in molti Paesi.
Con una sfilata tenuta il 5 luglio scorso presso l’Alpemare di Forte dei Marmi, il fashion designer Ermanno Scervino ha voluto fare onore al bianco esibendo alcune delle sue più preziose creazioni abbinate agli esclusivi costumi della linea Ermanno Scervino Beachwear.
L’intero ricavato della serata è stato devoluto a favore della Andrea Bocelli Foundation per la realizzazione della sua mission Empowering people and communities.
La Fondazione nasce nel 2011 per aiutare le persone in difficoltà a causa di malattie, condizioni di povertà e emarginazione sociale promuovendo e sostenendo progetti nazionali e internazionali che favoriscano il superamento di tali barriere e la piena espressione del proprio potenziale.
In particolare, i fondi raccolti andranno a sostegno della scuola Giacomo Leopardi di Sarnano, uno dei comuni delle Marche devastati dallo sciame sismico del 2016. La nuova struttura, funzionale e definitiva, rappresenta non solo un ritrovato luogo di accesso all’istruzione per gli oltre 100 studenti, ma anche e soprattutto un restituito punto di riferimento per la vita delle famiglie e della comunità tutta.

 

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virtuosismi al voxonus festival di albissola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La settima edizione del Voxonus Festival, che avrà luogo dal 6 luglio al 10 agosto, si svolgerà come sempre nella cornice barocca di Villa Faraggiana, ad Albissola Marina.
Il Festival, ideato da Claudio Gilio con lo specialista Filippo M. Bressan, è nato dall’esperienza della prestigiosa Accademia di musici e cantori, unica realtà stabile in Italia dedita al repertorio settecentesco-ottocentesco eseguito con strumenti originali dell’epoca.
Il dialogo con altre realtà artistiche e culturali caratterizza, però, lo spirito di questa rassegna musicale, sinfonica, operistica e corale, che di anno in anno raccoglie sempre maggiori consensi.
Un inizio quanto mai in armonia con il titolo “Filologia e contaminazioni” del Voxonus Festival 2018, è quello di venerdì 6 luglio, nella privilegiata cornice della Galleria delle stagioni della villa albissolese. Dopo la presentazione del 29 giugno nel giardino della Casa Museo Jorn, a dare il via alla rassegna musicale è infatti lo spettacolo “Vivaldinjazz, le stagioni della vita”, ultimo lavoro di Across Duo, Claudio Gilio alla viola ed Enrico Pesce al pianoforte, con un nuovo disco di prossima uscita.
L’Across, formato da due musicisti molto diversi dal punto di vista caratteriale, ma che riescono, in perfetta sintonia, a produrre una musica nuova, piena e coinvolgente, utilizza le celeberrime Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi come metafora per raccontare in musica le quattro stagioni della vita umana: nascita, giovinezza, maturità e vecchiaia.
Lo fa col suo inconfondibile stile cross-over, unendo citazione barocca, temi moderni e improvvisazioni jazz con alcuni stilemi pop rock. Melodie spianate lasciano spazio, intercalandosi, ai funambolici virtuosismi, che sempre incantano negli spettacoli dell’ Across Duo. Non a caso durante l’esecuzione dei loro brani il pubblico ha spesso desiderio di applaudire, quasi assistesse ad un concerto pop.
Il repertorio di questa formazione, di nuova concezione sia per l’aspetto musicale, sia per la proposta artistica, riscritto ed arrangiato dall’estro di Enrico Pesce, viene interpretato da Claudio Gilio nello stile e con il linguaggio davvero unici di un violista, nel cui prezioso strumento tutto suona diversamente.
A rendere speciale il Voxonus Festival e il suo programma sono anche la sensibilità e l’ interagire con i vari linguaggi artistici, che arricchiscono ulteriormente quello musicale. Così lo spettacolo del 6 luglio è dedicato alla memoria di Lucio Fontana nel 50esimo anniversario della sua morte.
Scelta significativa sia per la grandezza del teorico dello Spazialismo, sia per la sua stretta connessione con la città di Albissola dove, sin dalla metà degli anni trenta, egli trovò fertile terreno per le proprie innovazioni, realizzando importanti sculture in ceramica ed inserendosi nel vivacissimo contesto artistico.
L’omaggio a Fontana sarà un intervento coreografico a cura della ballerina e coreografa Giada Guerci, danzatrice di fama internazionale.

Voxonus Festival, venerdì 6 luglio, Albissola Marina, Villa Faraggiana, Galleria delle stagioni, ore 21,15. Across Duo: Claudi Gilio, viola; Enrico Pesce, pianoforte e arrangiamenti. Intervento coreografico di Giada Guerci.
“Vivaldinjazz, le stagioni della vita”, ingresso 10 /biglietteria a parcheggio sul posto.
Gratuito fino a 10 anni.

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