paradiso subacqueo

Una una è un’isoletta vulcanica nell’arcipelago di Sulawesi, in Indonesia. Mattia Calligaris, ingegnere, istruttore di diving per passione e fotografo per hobby, e Erica, mia nipote, mi hanno mandato queste foto, fatte durante le loro recenti immersioni  nelle acque di Una una, una sorta di paradiso subacqueo che lascia incantati già solo in fotografia, figuriamoci dal vivo.
In questa barriera corallina ancora intatta”, racconta Mattia, si affollano vasti banchi di pesci cloratissimi o che si confondono con l’azzurro del mare, coralli di ogni tipo, spugne dalle forme incredibili e ogni sorta di creature che farebbero la felicità di ogni sub armato di macchina fotografica.
Tra le foto, c’è anche lo scatto di un martin pescatore che, appollaiato sul “suo ramo”, resta di vedetta, pronto a tuffarsi quando avvista nell’acqua sottostante la preda giusta. Il suo lungo becco raramente manca il bersaglio.
Qui i ritmi procedono lenti”, racconta ancora Mattia, e in armonia con la natura circostante. La gente del posto, che vive di pesca, olio di cocco, chiodi di garofano e cacao, è particolarmente mite e sorridente”.
Dunque, non solo paradiso acquatico, ma anche terrestre, sembrerebbe.
E’ facile capire perché Mattia e mia nipote, dopo essersi sposati a Trieste, hanno deciso di mettere su casa proprio qui, su un’isoletta poco distante da Bali. (r.p.)

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cannelloni in giallo-verde

Tranquilli, nessuna allusione alle correnti politiche, ma soltanto una questione di gusti. Per chi, in tavola, oltre ai sapori apprezza anche i colori, la tavolozza è servita.
Ingredienti per 4 persone: 12 cannelloni di pasta all’uovo, 150 g di ricotta, 200 g di zucca pulita, 150 di erbette lessate e ben strizzate, 1 uovo, 2 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato, mezza trevigiana piccola, noce moscata, sale, pepe, burro, pangrattato q.b.; per la besciamella: 3 cucchiai colmi di farina bianca, 30 g di burro, poco meno di 1 litro di latte intero, 1 cucchiaio raso di parmigiano grattugiato, sale, noce moscata.
Tagliare a pezzi piccoli la zucca, pesarla e metterla ad ammorbidire per 5 minuti nel microonde. Quindi schiacciarla con una forchetta riducendola in purea. Su un tagliere, affettare la trevigiana e mischiarla alla zucca.
A parte, lavorare la ricotta mischiandola con l’uovo, il parmigiano, un pizzico di sale, poco pepe se piace, e una grattugiata di noce moscata. Dividere la crema di ricotta così ottenuta in due parti uguali, e aggiungerne una parte alla zucca e l’altra alle erbette lessate e ben strizzate. Se dovesse servire, aggiungere in entrambe le creme un po’ di pangrattato. Farcire i cannelloni, 6 con la crema gialla e 6 con quella verde. All’occorrenza, usare per l’operazione un cucchiaino da gelato usa-e-getta.
Una volta farciti, disporre i cannelloni in una teglia ben imburrata sul fondo e sui lati, e preparare la besciamella. In un tegame antiaderente fare sciogliere delicatamente il burro, unirvi la farina, girare un pochino con un cucchiaio di legno e aggiungere poco per volta il latte, sempre girando. Condire con il parmigiano e un po’ di sale, profumare con un pizzico di noce moscata. Quando la besciamella inizia ad addensarsi, girare più energicamente per evitare che si formino grumi. Nel caso, li si elimina velocemente con un giro di minipimer a immersione.
Le dosi suggerite sono per ottenere una besciamella piuttosto liquida, pensata per cannelloni che vanno subito in forno. Se invece li si fa lessare prima, e poi li si farcisce, va ridotto il latte per ottenere una besciamella un po’ più densa. Appena è pronta, la si versa sui cannelloni, spargendovi sopra ancora un po’ di parmigiano, e si cuoce, nel forno preriscaldato a 180 gradi, per 30-40 minuti, quanto basta per ottenere una superficie di un bel color caramello.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

 

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musica in porto

Rinasce quest’anno Musica in Porto, la fortunata rassegna concertistica, interrotta nel 2008, dopo avere riscosso entusiastici consensi per 5 edizioni. Il principio ispiratore è quello di unire cultura a impresa, e di farlo nel tessuto pulsante dell’economia savonese, il porto.
Vado Ligure ospita sul suo territorio aziende di vasto respiro e oggi si ritrova al centro di una riqualificazione industriale, infrastrutturale e urbanistica di grande rilievo internazionale, volta a modificare nel futuro prossimo l’economia locale. Il fulcro del progetto, oggi come allora, è rappresentato dai Magazzini del caffè Pacorini, siti presso l’interporto di Vado Ligure VIO.
Gli spazi operativi per lo stoccaggio del caffè verranno rivoluzionati per creare la suggestiva cornice scenica, che ospiterà il concerto. Già all’ingresso, fuori dai capannoni, gli ospiti saranno accolti in un corridoio “industriale” costruito con container e reso suggestivo da apposita illuminazione.
Protagonista degli emozionanti concerti di sabato 10 novembre (i due spettacoli saranno alle ore 18.00 e alle ore 21.15) l’Across Duo in Pop, Claudio Gilio alla viola ed Enrico Pesce al pianoforte. I due musicisti, che proprio nella loro diversità e sfidando le convenzioni, arrivano a produrre musica nuova, piena e coinvolgente, stupiranno ancora una volta per bravura, inventiva e vitalità.
L’altra sede è stata individuata nella costruzione che ospita la S.M.S. Baia dei Piratibella struttura e simbolico affaccio ai cantieri, dove si costruisce la nuova piattaforma marittima. Uno sguardo sul porto che cambia, il titolo evocativo scelto per il concerto di venerdì 23 novembre, ore 21.00. Protagonista dell’evento il Mal d’Estro Trio con il programma “Sur le fil”, che riprende un loro fortunato CD dallo stesso titolo.
Al termine dei concerti momenti di piacevole relax saranno, il 10 novembre, il Coffee Corner a cura di Minuto Caffè e, il 23 novembre, il rinfresco a cura della S.M.S Baia dei Pirati.

Info: 019 824663  stampa@orchestrasavona.it
www.orchestrasavona.it
Orchestra Sinfonica e Accademia di Savona
Piazza Diaz 2, 17100 Savona

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amatriciana fusion

Ha tutto il sapore e il profumo dell’amatriciana verace questo piatto di vermicelli che si prepara in soli 5 minuti. Provare per credere. E…bon appétit!
Ingredienti per 2 persone: 2 matassine di vermicelli di riso (125 g), una confezione di dadini di pancetta affumicata (80 g), mezza cipolla piccola, 3 spicchi d’aglio, 20 pomodorini bio, meglio se datterini, mezzo giro d’olio d’oliva, sale, un pizzico di pimento, qualche foglia di basilico fresco.
In una capiente padella antiaderente mettere a soffriggere in poco olio la pancetta insieme con la cipolla e l’aglio affettati. Prima che prendano colore aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà nel senso della lunghezza. Contemporaneamente mettere a bagno in acqua tiepida le matassine di vermicelli. Dopo 4 minuti esatti scolarle e aggiungerle al soffritto. Bagnare con un bicchiere d’acqua, salare (non troppo, c’è già la pancetta) e aggiungere un pizzico di pimento. Rigirare ancora per un minuto per insaporire bene i vermicelli e servire con qualche foglia di basilico fresco.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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rosso scervino per nicole

L’attrice Nicole Kidman è apparsa più sfolgorante che mai all’Omega Iconic Ladies event che si è tenuto proprio ieri, martedì 23 ottobre, a Shanghai.
Per l’occasione Nicole ha scelto di indossare un abito lungo in organza rossa creato da Ermanno Scervino.
A rendere l’abito particolarmente scenografico, una serie di maxi rouches asimmetriche, sviluppate sulla scollatura e per l’intera lunghezza dello spacco, modellate a formare una grande rosa in vita.

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sarde dorate

Leggere, croccanti, saporitissime. Un modo più elegante di servire le umili sarde trasformandole in gustose “cotolette”.
Ingredienti per 2-3 persone: 12 sarde freschissime, 1 uovo,  farina e pangrattato q.b., sale, olio per friggere.
Per aprire le sarde ognuno ha i suoi metodi, ecco il mio: tagliare le sarde con una forbice da cucina dalla parte della pancia, partendo dalla coda e fino alla testa. Eliminare le interiora e aprirle delicatamente fino ad arrivare alla spina centrale, estrarla eliminando anche la testa. Infarinare le sarde una ad una, quindi passarle nell’uovo sbattuto dove si sarà aggiunto un pizzico di sale, e procedere subito alla impanatura. Friggerle in abbondante olio di semi girandole per due volte. Quando saranno gonfie e dorate al punto giusto, metterle ad asciugare su della carta da cucina. Servirle preferibilmene calde, ma sono ottime anche fredde.
Se dopo la impanatura avanzasse un po’ d’uovo, di farina o di pangrattato, non gettarli ma usarli per preparare delle focaccine. Mischiare uovo, farina e pangrattato con  latte e un goccio d’acqua. Aggiungere un pizzico di sale, semi di cumino e un niente di olio d’oliva. Mischiare bene e con le mani formare delle schiacciatine. Friggerle nell’olio bollente finché non prendono un bel colore dorato.
Chi preferisce evitare le fritture, può anche scegliere di cuocere le sarde nel forno. Una volta impanate, disporle su una teglia unta con olio d’oliva e metterne un po’ anche sulle sarde. Infornare a 180°C per 5-10 minuti.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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torta di zucca

Soffice, leggera, senza burro, la pumpkin cake è un classico della tradizione americana. Infatti non deve mai macare per il giorno di Halloween, il 31 ottobre, quando i bambini mascherati vanno casa per casa chiedendo “dolcetto o scherzetto?”.
Sembra che il dolce sia nato per utilizzare la polpa della zucca, svuotata per intagliarla a forma di teschio, rendendola più spaventosa infilandoci una candela all’interno.
Era la prima volta che mi cimentavo con questo dolce, in realtà poco dolce, che come sapore e consistenza ricorda un pochino i muffins. Per renderlo più goloso lo si può ricoprire con una glassa o accostargli una cucchiaiata di marmellata di ribes oppure un ricciolo di panna montata. Al naturale è senz’altro l’ideale per l’ora del tè. O del caffé.
Ingredienti: 280 g di farina, 300 g di purea di zucca, 120 g di zucchero di canna, 3 uova, 100 ml di olio di semi, 20 g di burro, 100 g di cioccolato fondente, 1 bustina di lievito in polvere, la buccia grattugiata di un’arancia, 200 g di amaretti, mezzo cucchiaino di cannella, 2 cucchiaiate di pangrattato.
Pulire la zucca, sbucciarla, tagliarla a pezzi e ammorbidirla per 6 minuti nel microonde. Schiacciarla con una forchetta in modo da farne una purea, pesarla e tenere da parte i 300 grammi che servono. In un’ampia ciotola montare bene le uova con lo zucchero. Aggiungere l’olio di semi, quindi la farina, la buccia d’arancia grattugiata, la cannella, il lievito e 10 grammi di burro. Amalgamare tutto molto bene ottenendo un composto piuttosto denso. Unire la purea di zucca e amalgamare anche questa con il resto. Aggiungere infine il cioccolato tagliandolo a pezzettini con un coltellino affilato. Versare il composto nella teglia ben imburrata con i 10 grammi di burro rimasti e ricoperta con un velo di pangrattato. Per finire, sbriciolare su tutta la superficie della torta gli amaretti e infornare nel ripiano medio-basso a 170 gradi per circa 40 minuti. Per eviare che gli amaretti si scuriscano troppo, appoggiare delicatamente sulla superficie della torta un ritaglio di cartaforno.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

 

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spaghettini misto mare

Stavo ancora pensando ai succulenti paccheri ai frutti di mare gustati sere fa da Frijenno Magnanno, quando nel reparto pescheria del Pam sono stata attirata da un vassoietto contenente un misto mare già bello pulito e pronto. Non ho saputo resistere e, ispirata dai buonissimi paccheri campani, ho voluto dare il mio contributo con questa ricetta un po’ fusion. Niente male, direi.
Ingredienti per 2 persone: una matassa di spaghettini di riso o di soia, una confezione misto mare (cozze, gamberi e seppioline, tutto precotto), 2 spicchi d’aglio, mezza cipolla piccola, un giro d’olio, 7 pomodori datterini, 2 peperoncini verdi non piccanti, 1 mazzetto di prezzemolo, sale, pimento, mezzo bicchiere di brodo o di vino bianco secco, un cucchiaio di salsa di soia e uno di salsa teriyaki.
In una padella antiaderente soffriggere delicatamente l’aglio e la cipolla affettati, aggiungere i pomodorini interi e i peperoncini tagliati a rondelle. Cuocere per qualche minuto aggiungendo il vino o un po’ di brodo. A questo punto mettere a bagno gli spaghettini in poca acqua tiepida e lasciarveli per 4 minuti esatti. Scolarli, aggiungerli al soffritto e condire con un pizzico di sale, una punta di pimento, la salsa di soia e la teriyaki. Rigirare, aggiungere un po’ d’acqua se serve e infine unire anche il misto mare. Ancora un minuto o due, quanto basta per scaldare e insaporire i frutti di mare precotti, e il piatto è pronto. Servire con una spolverata di prezzemolo fresco tritato al momento.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

 

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bye bye gold

Gioielli. Se per motivi di sicurezza, di moda o di budget siete tra quelli che hanno deciso di abbandonare l’oro per rivolgersi al più democratrico argento, la collezione del brand toscano Quinto Ego è quella che fa per voi. Con i suoi classici della gioielleria, rivisitati in chiave rock, offre una gamma di creazioni, tutte lavorate a mano, che include anelli, orecchini, collane, pendenti e bracciali di seducente bellezza “medievale”.
L’argento ossidato, arte che Quinto Ego, azienda artigiana toscana, è stata tra le prime ad applicare, evoca infatti scudi, cotte e armature dell’epoca cavalleresca, quella dei tornei, che ben si sposa con lo spirito del tempo.
Nonostante l’inserimento nei gioielli di pietre preziose come rubini, topazi, diamanti, ametiste e perle, che affiorano da bassorilievi di foglie d’argento, lo spirito gotico non viene mai tradito. Così la fede matrimoniale può prendere spunto da una corona ferrea, o diventare sottile e cosparsa di fregi che ricordano le piume su certi elmi di combattenti dell’epoca.
Di questi nuovi monili ce n’è sia per lei che per lui. L’anello maschile trova espressioni moderne rispetto all’antico, come il classico anni Settanta con pietra quadrata, oppure vira decisamente verso l’anticonformismo colto, con pavé di diamantini su cui si incrociano due piccole spade di metallo.
I gioielli delle collezioni Quinto Ego si possono acquistare nella prestigiosa shopping house “Il Salotto di Milano”, in via della Spiga 2, a Milano, e in selezionati punti vendita.
Recentemente inaugurata nel cuore del Quadrilatero della Moda, Il Salotto di Milano è lo scenario ideale per comprendere l’essenza del progetto Quinto Ego. Più di una showroom, più di un concept store, Il Salotto di Milano è infatti uno spazio innovativo ideato per valorizzare moda, accessori, gioielli, arte e design.
Elegante e versatile, situato al terzo piano, con un mix di proposte dal forte appeal per un pubblico internazionale, si propone come vetrina delle eccellenze del Made in Italy, e non solo. (r.p.) 

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babà al cocco

 Anche se sono di tutt’altra pasta rispetto ai famosissimi babà al rum napoletani, in qualche modo li ricordano, per la consistenza morbida, il vago profumo alcolico, la forma e il colore. Insomma una licenza che mi sono presa quella di chiamarli babà, ma che sicuramente non deluderà gli amanti dei dolci al cocco.
Ingredienti per 12 dolcetti: 1 noce di cocco piccola, 100 g di zucchero, 100 g di riso per risotti, 2 cucchiai di farina di riso, mezzo litro di latte, 1 lattina di latte di cocco (400 ml), un pizzico di sale, 1 cucchiaio di limoncello, 1 confezione di zucchero a velo (125 g).
Bucare la noce di cocco, lasciare uscire tutta l’acqua, che si consiglia di bere perché ricca di proprietà benefiche per la salute, ed estrarre la polpa bianca. Tagliarla a pezzetti e passarla nel tritatutto. In una pentola antiaderente versare il cocco tritato, aggiungere sale, latte e zucchero e portare a bollore. A questo punto versare anche il riso e cuocere per 20 minuti. Aggiungere infine il latte di cocco e la farina di riso, dopo averla sciolta in poca acqua, e continuare la cottura per altri 5 minuti. Si dovrà ottenere una sorta di budino che diverrà ancora più denso e compatto se lasciato riposare nel frigorifero per qualche ora.
Ultima fase, la cottura in forno. Distribuire il composto in 12 pirottini di stagnola, formato per muffins, dopo averli leggermente imburrati, e cuocere per 30-35 minuti a 175°C. I dolcetti dovranno risultare dorati, non bruciati.
Lasciarli raffreddare, capovolgerli estraendoli dai pirottini e ricoprirli con la glassa ottenuta lavorando lo zucchero a velo con il limoncello e un goccio d’acqua.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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