e adesso cacio e pepe

 

Milano, fabbrica di tendenze come una piccola New York, non si limita a primeggiare in moda e design, ma da un po’ di tempo è concentrata anche sulla gastronomia. E dopo fusion, jap e bio, riscopre la cucina povera romana, a cominciare dalla pasta “cacio e pepe”, cibo semplice e antico amato dai pastori, ancora più antico della carbonara, dell’amatriciana e forse anche della “griscia”, una quasi-carbonara senza uova.
Dopo aver gustato un ottimo e abbondante piatto di “cacio e pepe” da Volemose Bene (Milano, via Moscova 25, per la cena prenotare almeno una settimana prima), mi sono voluta cimentare nella realizzazione del piatto a casa, senza lasciarmi troppo intimidire dalle tanto decantate difficoltà di esecuzione, soprattutto per quanto riguarda la famosa “cremina” che si deve formare sciogliendo il formaggio prima che si trasformi in grumi duri e appiccicosi. Un po’ di pazienza e si può fare. Unico inconveniente, la pasta va fatta e mangiata al momento, quindi meglio escludere invitati abitualmente ritardatari.
Ingredienti per 4 porzioni: 360 g di spaghetti un po’ grossetti e trafilati al bronzo, 240 g di pecorino romano mediamente stagionato, abbondante pepe nero tritato al momento, sale, un goccio d’olio d’oliva.
Mettere a bollire l’acqua per la pasta con poco sale (ci penserà poi il pecorino a dare sapore) e, nel frattempo, grattugiare a mano il formaggio, e in una capiente padella dai bordi alti tostare appena, in un goccio d’olio, una prima grattugiata di pepe. Cuocere gli spaghettoni solo per metà del tempo previsto, e scolarli senza gettare l’acqua di cottura. Metterli nella padella con due mestoli della loro acqua di cottura e a fiamma dolce, sempre rimestando con una spatola di legno, continure la cottura aggiungendo via via un po’ di pepe, una cucchiaiata di pecorino e un mestolo o due di acqua. Continuare così aggiungendo altro formaggio solo quando quello precedente si è sciolto completamente. Tutta l’operazione si dovrebbe concludere entro il tempo previsto di fine cottura, in una parola gli spaghetti devono rimanere al dente. Pronti per essere serviti con la loro cremina, distribuirli ben caldi nei piatti offrendo a parte altro formaggio e pepe per chi desiderasse aggiungerne.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)


 

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punti di vista

Le nuove torri
della “Milano che
cambia” non
hanno cambiato solo
lo skyline della città.
Esse spuntano
come giganti – buoni
o cattivi, dipende
dai punti
di vista – ergendosi
a protezione,
o a minaccia?,
di vie che prima si
aprivano sul vuoto.
Come fa lo “storto”
delle Generali
che “chiude” l’elegante
via Mascheroni.
Belli o ingombranti?
Questione di punti
di vista, appunto.
Saranno i posteri
a decidere. (r.p.)

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“slim girls” vola….

Sì, l’eBook “SLIM GIRLS. LA MODA NON VA A TAVOLA” inizia a viaggiare confermandosi libro divertente e in certi casi perfino spassoso. E le buone recensioni non mancano. Eccone una, firmata Luisa Espanet, uscita sul web magazine L’Espa.net.

“L’importante è divertirsi nel leggerlo, se poi si trova qualcosa di utile per migliorare la propria forma fisica tanto meglio”. Questo sembra il messaggio che Rosanna Prezioso, giornalista e illustratrice, vuole dare con il suo libro. Già promettono bene il titolo Slim girls. La moda non va a tavola, e le due girls in copertina disegnate dall’autrice. Anche se trabocca di consigli, non è assolutamente il manuale perentorio che fa cadere dall’alto pillole di saggezza. L’ironia è il filo conduttore. Per cui informazioni scontate e risapute sono stemperate da notizie curiose, che non ci si immaginava proprio. Si scoprono perfino delle fake news con cui giornali e passaparola da spiaggia hanno condizionato(illuso?)donne ciccione per decenni. Per quanto abbia scritto di bellezza per importanti femminili e abbia quindi un’ottima cultura in materia, Prezioso non ha mai il tono fastidioso e saccentello del Care amiche. Il libro apre con un’introduzione storicizzata che sfarfalla dal cinema alla moda, soffermandosi su icone e figure emblematiche, da Coco Chanel a Greta Garbo. Quindi seguono i memo su un tema particolare. Dai colori che snelliscono al come e quando della bilancia, a pregi e difetti della frutta secca. Ad approfondire e supportarli dei racconti, con una buon dose di autobiografico. Ma il sense of humour scaccia ogni rischio di autoreferenziale. Così per i personaggi come il Topo, il Cavallo, il Grande Coniglio e gli incontri amorosi. Così per i ricordi di viaggio, of course legati al cibo. L’ironia e la voglia di prendersi in giro è sempre presente. Anche nell’album finale con disegni di filiformi fashion victims. Una conclusione e soprattutto una morale non ci sono e non sarebbe nello stile dell’autrice. Ma tra le righe si coglie che la magrezza non è la soluzione di tutti i problemi e nemmeno la condizione sine qua non della bellezza, ma saper mangiare è fondamentale per vivere meglio.

Il libro, edito da Simonelli Editore, è in vendita on line.
Qui i prezzi e i link per leggerlo o richiederlo stampato on demand.

Con Amazon: solo lettura € 4,99, print on demand €16,00
Link: https://www.amazon.it/dp/8893201674/

Con EbooksItalia di Simonelli Editore: solo lettura €4,99,
in in
versione stampata €18,00
Link: www.ebooksitalia.com/ita/detail_ebook.lasso?codice_prodotto=20181031202015299247

 

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couscous senza couscous

Nuovo spunto per una dieta di insolita gradevolezza, complice una delle ultimissime novità Scotti, il mix di cereali precotti al vapore “Benessere d’Insalata”. Al momento sono quattro le varietà disponibili: Basmati Farro e Quinoa, Riso Nero Farro e Semi di Zucca, Riso Rosso Farro e Semi di Chia, Riso Integrale Orzo e Semi di Girasole. Con poco sale e zero grassi, ogni confezione contiene 250 g di prodotto, più che sufficiente per due porzioni. Pratico e veloce anche l’impiego: basta “massaggiare la busta” e infilarla per 2 minuti nel microonde, oppure cuocere il contenuto in acqua bollente per 1 minuto. Ma l’aspetto più interessante è che la miscela risulta gustosissima anche senza aggiunta di condimenti salvo, a piacere, un goccio d’olio d’oliva. Prezzo promozionale delle “buste”: 1,99 euro.
Ingredienti per 2 persone: 1 confezione di “Basmati Farro e Quinoa” Benessere d’Insalata Scotti, 1 cipolla media bianca, 1 patata media-grande, 250 g di zucca pulita, un pizzico di sale, un pezzettino di dado vegetale, un goccio d’olio extravergine d’oliva.
Pulire le verdure, tagliarle a pezzi piuttosto grossi e metterle a cuocere, coperte d’acqua, con il sale e il pezzettino di dado. Nel tempo che si cuociono, 15-20 minuti, massaggiare la busta, aprirla in alto e versarvi dentro 2 cucchiai d’acqua, quindi metterla nel microonde per 2 minuti. Distribuirne il contenuto in due fondine e aggiungervi sopra le verdure con il loro brodo di cottura. A piacere, condire con un goccio d’olio d’oliva e servire.

(Da “La gola e la linea”, inedito di Rosanna Prezioso)

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assaggi d’indocina

Fulvia Prezioso e Massimo Stanta stanno visitando l’Indocina, penisola a sud della Cina dove rimarranno per altri due mesi. Volentieri pubblichiamo foto e impressioni raccolte durante il loro percorso.

Per quanto si conosca del lontano oriente, esso rimane sempre un luogo misterioso che affascina e attrae per la sua diversità. Sono passati sette secoli dai viaggi del grande veneziano Marco Polo, che per primo portò a conoscenza dell’occidente usi e costumi di quello “strano mondo”. Ma anche se da tempo abbiamo quasi sotto casa ristoranti cinesi, tailandesi e vietnamiti, e ci vestiamo con abiti made in China, Thailandia e dintorni, la curiosità di “saperne di più” è ancora viva.
A dividerci da quel mondo, dove il sole sorge sette ore prima che da noi, non c’è solo la celebre Muraglia Cinese, ma un abisso fatto di cultura, tradizioni, usi e costumi che a volte può risultare insormontabile, specie se ci si confronta con la lingua o la scrittura. A complicare le cose contribuisce, forse, anche la riservatezza che caratterizza quelle popolazioni, più restie ad aprirsi come facciamo noi latini. Così resta la voglia di andare a vedere da vicino come vivono questi popoli che in tante invenzioni, da quella della carta alla polvere da sparo, o alla produzione e lavorazione della seta, ci hanno preceduti. E anche per conoscere la verità su certi pregiudizi che ci portiamo dietro dai tempi della serie Indiana Jones.
Il cambio di rotta della politica cinese, e dei paesi vicini, negli ultimi anni ha accelerato in modo incredibile la corsa al progresso in tutti i campi, e le città, con le loro torri e le baie illuminate a giorno, sono lì a dimostrarlo. È di questi giorni la notizia del primo atterraggio sulla zona d’ombra della Luna di una navicella spaziale cinese, mentre si parla già del progetto, sempre cinese, di “riaprire” la mitica “Via della seta”.
Insomma la spinta verso il progresso è forte e molte cose sono cambiate sia in Cina sia nei paesi limitrofi ma, da quanto ci raccontano Fulvia e Massimo, non abbastanza da cancellare il fascino esotico di questi luoghi unito all’amore per la spettacolarità che con tripudi di luci multicolori riesce a trasformare in giganteschi luna park baie e porti di città e cittadine. E non mancano naturalmente i templi buddisti, che

convivono con alberi di natale “creativi” e presepi “a luci rosse”.
In compenso i prezzi si mantengono ancora interessanti, per lo meno per noi dell’area euro. Qualche esempio riferito al Vietnam: camera in albergo più che decoroso con tv, frigo e 2 letti grandi alla francese, bagno con phon e doccia, 5 euro a notte per persona; un pasto completo, al ristorante, da 2 euro e cinquanta a un massimo di 4 euro; viaggio di una notte in sleeping bus, 10 euro per una tratta di 500 km; ingresso ai musei, da 1 a 2 euro a persona. (r.p.)

(Foto Fulvia Prezioso e Massimo Stanta)

 

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artigianato e palazzo

Aperte fino al 28 febbraio 2019 le iscrizioni per partecipare alla 25° edizione di “Artigianato e Palazzo, botteghe artigiane e loro committenze”.
In programma nel seicentesco Giardino Corsini di Firenze dal 16 al 19 maggio 2019, la manifestazione riunisce ogni anno cento maestri artigiani, selezionati in Italia e dall’estero, portatori di saperi legati alla tradizione e all’innovazione: ceramisti, molatori del vetro, sbalzatori dell’argento e orafi, intagliatori, restauratori, liutai, sarti, intarsiatori di pietre dure e legno, intrecciatori della paglia, designer e molto altro.
«Attraverso la testimonianza del lavoro dei nostri espositori, la Mostra ha contribuito negli anni a far conoscere il vero valore del fatto a mano e al recupero di forme artigianali legate alla grande tradizione italiana. Ma non solo. Possiamo affermare con soddisfazione di essere riusciti anche ad avviare uno scambio costruttivo con le nuove generazioni, promuovendo il principio che le professionalità basate sulle competenze manuali possono rappresentare una grande opportunità per il loro futuro», afferma Neri Torrigiani, ideatore e organizzatore della manifestazione, che insieme alla principessa Giorgiana Corsini ha dato vita a questa esperienza unica, e non solo nel panorama nazionale.
L’Associazione Giardino Corsini, che promuove “Artigianato e Palazzo”, è un’associazione senza scopo di lucro, impegnata nella valorizzazione e preservazione della qualità delle eccellenze artigianali, del valore del fatto a mano e dell’importante patrimonio di conoscenza e tecniche tramandato da ogni maestro protagonista del Made in Italy.
Tra le iniziative in programma:
– una raccolta fondi destinata al recupero di alcuni monumenti tra ‘800 e ‘900, testimoni del legame tra Firenze e la comunità russa. Poeti, artisti, letterati, ma anche aristocratici e religiosi, che arrivarono a Firenze portando con sé un bagaglio culturale e spirituale, vivo ancora oggi.
– la Mostra Principe dedicata al percorso creativo di un importante brand italiano che ha fatto della tradizione artigiana la chiave del suo successo internazionale.
“Blogs & Crafts, i giovani artigiani e il web, che unisce “saper fare” e “saper comunicare” con la volontà di promuovere la crescita di 10 talentuosi artigiani under 35 e la loro affermazione nel mercato globale.
“Ricette di Famiglia”, gli appuntamenti del pomeriggio che combinano la cultura gastronomica contemporanea con i sapori e la cucina del passato, tra presentazioni di libri, show cooking e degustazioni.
Inoltre saranno assegnati il Premio Perseo all’espositore più apprezzato dal pubblico, e il Premio del Comitato Promotore per lo stand più bello, il cui vincitore si aggiudicherà uno stand omaggio per l’edizione del 2020.

Per maggiori informazioni e per scaricare i moduli di iscrizione (da inviare compilati entro il 28 febbraio 2019): www.artigianatoepalazzo.it

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rosa naturale

Anche
l’inverno
in
Lombardia

ha i suoi
lati rosa, come
testimonia
questa
bella foto,
inviatami
da Giovanna
Dal Magro,
 e fatta a
Cuggiono,
nel parco
del Ticino.

 

 

 

 

 

 


(Foto Giovanna Dal Magro)

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frittata di coste

Un modo furbo per far mangiare la verdura, soprattutto quella a foglia verde, a chi di verdura proprio non ne vuole sapere, può essere quello di “mimetizzarla” in una bella frittata fragrante. Ecco come.
Ingredienti: 2 uova, 2 foglie medie di coste lessate e tagliate a pezzetti, 2 cucchiai rasi di farina bianca, 1/2 cucchiaio di parmigiano grattugiato, 1/2 bicchiere di latte, sale e pepe, olio d’oliva.
In una padella antiaderente media, far saltare le coste in poco olio finché non si asciugano. A parte, in una ciotola, sbattere velocemente le uova con un pizzico di sale e uno di pepe, aggiungere la farina e lavorare energicamente con una forchetta per ottenere una crema liscia, senza grumi. Diluire la crema con un po’ di latte, lavorare ancora, quindi versarla sulle coste nella padella. Dorare la frittata da un lato, sollevando i bordi tutto intorno per farvi scorrere sotto la parte ancora liquida, quindi capovolgerla per dorare anche l’altro lato. Servire subito aggiungendo (per golosità) una cucchiaiata di ricotta fresca.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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mitiche îles flottantes

Squisito dolce al cucchiaio, ormai difficile da trovare perfino in Francia, suo luogo d’origine, pare. Un motivo in più per prepararlo a casa propria, regalando lustro alla tavola delle grandi occasioni.
Tre gli elementi base che concorrono a rendere indimenticabile questa delizia: la meringa à l’italienne, vale a dire morbida, la crema inglese, quella vera, e il caramello. Ce n’è d’avanzo per definirlo un “dolce europeo” più che francese.



Ingredienti
Per les “isole galleggianti”: 40 g di zucchero per ogni chiara d’uovo e burro q.b. per ungere gli stampini.
Per la crema inglese: 3 tuorli, 120 g di zucchero, mezzo litro di latte bollente, 1 bustina di Vanillina e/o una o due strisce di buccia di limone. Per completare il dolce: 2 cucchiai di zucchero per il caramello, e una decina di mandorle sbucciate, tostate e spezzettate.
Montare le chiare d’uovo con il frustino elettrico e quando sono ben sode aggiungere lo zucchero. Continuare a lavorare i bianchi fino a ottenere una bella crema liscia e soffice. Ungere di burro gli stampini e distribuirvi la crema arrivando a un terzo dal bordo. Mettere gli stampi in una teglia riempita con due dita d’acqua e infornare per mezz’ora o poco più a 120-150°C. Le meringhe, crescendo, formano dei “funghi” la cui parte superiore deve risultare appena rosata.
Nel frattempo preparare la crema inglese. In un pentolino montare velocemente i rossi con lo zucchero e, sempre rimestando, aggiungere il latte bollente. Profumare con la Vanillina e/o la buccia di limone e rimettere il pentolino sul fuoco. Ritirarlo quando la crema inizia a divenire appena più densa, ma non deve bollire. A cottura ultimata eliminare subito la buccia di limone, togliere delicatamente le meringhe dagli stampi, farle scivolare in una zuppiera e ricoprirle con la crema.
Tostare le mandorle, lasciarle raffreddare, e distribuirle a scaglie sulle meringhe. In un padellino, con i due cucchiai di zucchero e poche gocce d’acqua preparare il caramello. Lasciare che lo zucchero si scurisca senza mai agitarlo o rigirarlo, e quando è pronto versarlo sulle meringhe. Il dolce è pronto.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

 

 

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ricicli: il trionfo della polpetta

Qualcosa avanza sempre dopo le maratone ai fornelli per le feste di Natale e Capodanno. Non si butta nulla, ovviamente, non è epoca di sprechi, per il doppio motivo economico ed ecologico. Parola d’ordine, riutilizzare il più possibile quello che si acquista, ridurre al minimo quello che si getta.
Ma andiamo sugli alimenti. Il surplus di proteine, che si tratti di uova, pesce o carne, trova facile soluzione, basta riciclarlo in polpette. Che poi potranno essere comodamente stockate nel freezer per tornare a nuova vita quando se ne ha voglia. Per gustarle calde e fragranti basterà qualche minuto nel microonde. Se però non si ha fretta, meglio lasciarle rinvenire a temperatura ambiente.

DI VITELLO (lessato)
Ingredienti: 1/2 kg circa di vitello lessato, 2 chiare d’uovo, 2 panini raffermi, 2 tazze di latte, 1 cipolla piccola, 2 spicchi d’aglio, un pezzetto di parmigiano, qualche foglia di prezzemolo, un pizzico di cumino in polvere, sale, pepe e noce moscata, farina e olio di semi per friggere q.b.
Inzuppare i panini nel latte e strizzarli bene. Mettere nel tritatutto la carne a pezzetti, le chiare d’uovo, l’aglio e la cipolla a pezzi, il parmigiano a scaglie, il prezzemolo con il sale, il pepe e gli altri aromi. Tritare bene, travasare in un’ampia ciotola e unirvi il pane ammorbidito nel latte, strizzato e sbriciolato. Lavorare a lungo con una forchetta per ottenere un impasto uniforme. Raccoglierlo con un cucchiaio e formare le polpette passandole nella farina. Scaldare l’olio in una padella capiente e friggerle rigirandole finchè non risultano uniformemente dorate. Scolarle e posarle su di un doppio strato di carta da cucina. Servirle calde con maionese o salsa verde.

DI TACCHINO (arrosto)
Ingredienti: 1/2 kg circa di fesa di tacchino cotta al forno, 2 panini raffermi ammorbiditi nel latte e strizzati, 2 chiare d’uovo, 2 gambi teneri di sedano con le loro foglie, poche foglie di coste lessate, 1 cipolla piccola, 2 spicchi d’aglio, un pezzetto di parmigiano, un pizzico di semi di cumino, sale, pepe, farina e olio di semi per friggere q.b.
Procedere come sopra mischiando bene il pane ammorbidito nel latte con gli altri ingredienti ridotti in crema con il tritatutto. Formare le polpette rotolandole nella farina e friggerle. Servirle calde con ketchup o maionese.

DI CODE DI GAMBERI (al forno)
Ingredienti: 1/2 kg circa di code di gamberi cotte al forno, 2 panini raffermi ammorbiditi nel latte e strizzati, 1 chiara d’uovo e 1 uovo intero, 1 mazzetto di prezzemolo, 1/2 cipolla piccola, 2 spicchi d’aglio, 3 cucchiai di maionese, 1 cucchiaio di capperi sottaceto, un goccio di salsa Teriaki, il succo e la buccia grattugiata di mezzo limone, sale, pepe e curry, farina e pangrattato q.b., olio di semi per friggere.
Sgusciare accuratamente le code di gambero e ridurle in crema nel tritatutto insieme a tutti gli altri ingredienti meno l’uovo intero, il pangrattato e la farina. Mescolare bene l’impasto e formare delle palline grosse come una noce. Farle rotolare nella farina, quindi passarle nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e, subito dopo, nel pangrattato. Friggerle nell’olio ben caldo facendo in modo che prendano un uniforme colore dorato. Servirle calde con maionese, senape o altra salsa a piacere.

(Dal Diario di ricette “Four Seasons” di Rosanna Prezioso)

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